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Arbitro


23/03/2007

Una situazione scomoda


Torneo di un pomeriggio qualunque in un circolo qualunque.Anche la mano è una mano qualunque... Devo attaccare contro il contratto di 2SA dichiarato alla mia destra dal giocatore che ha mostrato di possedere la bilanciata 21/22. Sono quelle classiche mani tra le cui carte, speri sempre, non doverne scegliere una per l'attacco, ma tant'è....attacchi proprio tu e possibilmente entro gli 8 minuti garantiti. AF-Q1083-K92-10762 Decido, per esclusione e nella speranza di non regalare le mie due solite levèe, di attaccare a fiori e metto a terra il 6. Il morto, bianco completo, presenta un solo punto ed esattamente il J di fiori quarto accompagnato dalle seguenti carte 9 8 4. Il dichiarante chiama la piccola su cui la mia compagna passa una donna repentinamente catturata dal Re. Il dichiarante gioca altri colori e a un certo punto rigioca fiori Asso su cui la mia compagna risponde e ancora fiori indicando al morto, con il classico cenno della mano, di impegnare la più alta. Il morto, obbediente suo malgrado, impegna il J e mentre la mia compagna pensa a cosa scartare dice al suo compagno distratto "ma dai Paolo.!!!". A quel punto , resosi conto dell'errore e volendo approfittare del fatto che la presa non era stata ancora completata dalla quarta carta ,il giocatore in questione reclama il diritto di mettere il 9. Paolo è una persona deliziosa, un caro amico, ma io faccio parte di quei giocatori che sono disposti a rettificare un palese lapsus da distrazione ma non un errore e, considerandolo tale a tutti gli effetti, mi sono opposta al cambio della carta. Poi, per maggiore sicurezza, mi sono rivolta al massimo punto di riferimento arbitrale che abbiamo in italia (e non solo) e Maurizio mi ha così risposto :Ciao Tiziana, caso ultra classico il tuo. Cominciamo con il dire che casi come questi attengono la sfera dell'attenzione e non della tecnica. Per il resto, non c'è nemmeno bisogno di scomodare l'art. 46 " erronea od incompleta designazione di una carta " dato che la carta giocata era ben definita e non sostituibile. Perchè lo sia, infatti, bisogna che la designazione fosse involontaria, cosa che deve essere provata al di là di ogni possibile dubbio. Per chi, erroneamente, volesse fare riferimento all'art. 46 del Codice, ricordo che lo stesso ci dice che il dichiarante deve giocare una piccola o comunque una carta a lui sfavorevole - a meno che la sua intenzione non fosse incontrovertibile. Questo termine è molto forte, e sta a significare che non ci deve essere nemmeno il pur minimo dubbio che l'intenzione del dichiarante fosse diversa. Nel caso in esame è ben possibile che il dichiarante si fosse dimenticato del 10 (dunque, lo ribadisco, non che fosse probabile, ma meramente possibile) e, di conseguenza, non doveva essergli permesso di sostituire la sua carta. Ancora una volta spiegazione esauriente e precisa e...la mia coscienza è a posto.T.T.